La mia armatura – Storie di Vita

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Sembravo un mobile che non doveva esprimere opinioni"

Da troppo tempo le cose non andavano per come volevo.  Avevo deciso a 24 anni di andarmene da questa sciagurata città per cercare di realizzare qualcosa, costringendomi ad uscire dalla zona di comfort dopo anni di immobilismo. 

Sembrava la scelta giusta e in effetti sbagliando lo è stata! Lo avevo fatto inconsapevolmente, andando a convivere all’estero con una ragazza appena conosciuta online. Estrema follia lo so, ma mi ha insegnato tanto, perchè i fallimenti si cristallizzano, ti insegnano qualcosa…e tanto anche! 

Dopo 3 anni la relazione finì. La causa? Sue e mie ferite non rimarginate, suoi scoppi di ira incontrollata, mia immaturità e scarso carattere, credenze e pensieri  familiari del 1800 che sotto sotto esistevano e lavoravano in me inconsapevolmente nonostante mi ritenessi la persona più aperta di questo mondo. 

Ritornai in Sicilia…lei era così sicura di sé, laureata in chimica e tecnologie farmaceutiche, lavorava in una multinazionale (all’inizio anche io ma non mi fecero l’indeterminato), sapeva ciò che voleva.

Io invece…sembravo un mobile che non doveva esprimere opinioni e che doveva essere spostato a piacimento degli altri. Inconsapevole, senza carattere.

 

Sembra come provare a trasformare l’acqua in vino

“A part of me always believed
I must have brought this on myself
‘Cause I’m not where I want to be
And every time I want to change my life
It just feels like trying to turn water into wine”

“Una parte di me ha sempre creduto
Che me la devo essere cercata
Perché non sono dove voglio essere
E ogni volta che  voglio cambiare la mia vita
Sembra come provare a trasformare l’acqua in vino“

In quel periodo ascoltavo sempre questa canzone, mi sentivo inerme, poco padrone del mio destino.

Per questo motivo, in quel momento, decisi di rivolgermi a qualcuno (contravvenendo a dogmi familiari) e di prendere in mano la mia vita!

Fortunatamente incontrai la persona giusta, nella disperazione piu totale!

Feci di testa mia, mostrai carattere, dopo tanto tempo. Fu un grande atto di Coraggio.

Dopo qualche mese decisi di intraprendere il mio cammino personale, di fare un apprendistato in Italia, di andare a vivere da solo. Fu la decisione piu corretta che potessi prendere in tutta la mia vita.

Ci sono state innumerevoli sfide durate questo cammino.

Io ho avuto sempre un atteggiamento evitante l’ho riconosciuto. Sono sempre stato una persona che tutti definirebbero nerd, schiava dell’iperprotezione delle comodità, evitante nei confronti del  prossimo.

La cosa peggiore fu ritrovarmi faccia a faccia con la mia corazza.

Facevo i colloqui online con la Dott.ssa Di Leonardo…una persona di infinità bontà e pazienza.

Fingevo che tutto andasse bene dopo che mi ero stabilito vicino Roma…ma non era così.

Ricordo ancora quando mi disse:”perchè sei qui? Dimmi ciò che non va!”

Io faticavo…mi sforzavo…ma una forza si opponeva all’aprirmi con lei. Le cose sono migliorate nel tempo, ma ho dovuto veramente sforzarmi, capirmi…per tirare fuori ciò che sentivo, parlare dei miei bisogni.

É difficile confidarsi con qualcuno quando hai vissuto condizionato dalla paura, dal senso di colpa e dalla vergogna.

Quando i tuoi genitori ti volevano perfetto e performante e tu non riuscivi e sentivi di deluderli.

Quando l’iperprotezione dei tuoi ti impedisce di affrontare la vita…Padre operaio e madre casalinga in Sicilia…un classico no? Il ghiaccio e il fuoco insieme, un padre severo, anche se lo definirei più un giudice sprezzante e poco indulgente che ti vuole a sua immagine e somiglianza   e una madre che ti vuole sempre con sé, che ti fa mancare l’ossigeno per quanto amore ti dà, che ti vuole proteggere da lui.

E’ difficile crescere cosi.

Mi sono ritrovato spesso a chiedermi chi avesse ragione, dei due.

Insomma, complice la la  rottura, non provavo nulla.

Ero totalmente disconnesso da me.

Se non provi nulla hai sempre la sensazione che nulla possa scalfirti, a volte è utile, altre no. Al lavoro magari…ma per le relazioni umane, quelle vere?

Non sono mai uscito veramente per divertirmi da solo. Ho provato questa sensazione grazie alla mia ragazza, alla mia parte ombra che non accettavo. Svago, divertimento, viaggiare….cose che mi piacevano ma che non facevo da solo, per paura. Mi affidavo a lei per farlo.

Ero come un animale inconsapevole delle mie paure, di quello che ero.

Agivo e basta. Stavo da solo, lavoravo male, andavo a mangiare e a dormire…e ripetevo.

Intrappolato nella mia corazza

Quella corazza si è solo rotta poco a poco, dopo infiniti tentativi di connettermi con qualcuno…tentativi fallaci ma che ogni volta mi insegnavano qualcosa su di me! Mi facevano capire dove sbagliavo, del mio lato oppositivo, della paura di provare e di condividere emozioni, di stare con l’altro…e piano piano mi sono aperto.

Ancora naturalmente devo lavorare su questo. Ma adesso che ne sono consapevole posso solo festeggiare.

In particolare poi mi sforzavo con tutte le mie forze di essere diverso rispetto a quello che ero. Ma provavo un’ansia! Scarsa intelligenza emotiva …beh naturale quando sei vissuto nella bambagia!

Quando i tuoi volevano darti il mondo anche se avevano poco, ti facevano sentire importante e speciale, ma solo a patto che facessi quello che dicevano…

di Piumadifenice

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