Dott.ssa Manuela Di Leonardo

Il dover essere tutti uguali fa male

conformismo

Tabella dei contenuti

Il ruolo dell'educazione e della società

La prima cosa che dovrebbero insegnarci da piccoli è che ogni individuo è unico e diverso dagli altri. 

Ha gli stessi diritti di ogni essere vivente, può avere delle cose in comune con qualcuno, ma sarà comunque diverso da tutti gli altri.

Questo permetterebbe di crescere accettando le proprie peculiarità, dando importanza a ciò che si è, a sviluppare se stessi e a non demonizzare le differenze, ma soprattutto creerebbe un terreno fertile per sviluppare la fiducia in se stessi.

Purtroppo però non è così che va. Sin dall’infanzia viene inculcata l’idea che bisogna conformarsi, che non bisogna essere diversi, o che bisogna nasconderlo, come se fosse qualcosa di cui vergognarsi. Viene insegnato a fare tutto ciò che fanno gli altri, che la vita è fatta di alcuni step e devono essere quelli per tutti, raggiunti allo stesso modo e con gli stessi tempi. 

La società dice come dobbiamo essere: fisicamente, caratterialmente e psicologicamente. Ci dice cosa dobbiamo pensare e come dobbiamo comportarci.

Siamo tutti diversi

Essendo però naturale essere diversi, questo porta ad inibire lo sviluppo di se stessi, a rifiutare qualunque cosa in noi non sia omologata, e a sentirci in colpa se non riusciamo a soddisfare tutte le aspettative che ci sono state imposte.

Ecco per esempio che se una donna ad una certa età non ha figli o non li vuole viene giudicata male, e quel che è peggio si sente sbagliata.

O se non ha il corpo snello e alto e i capelli biondi, con le forme prestabilite secondo la canonica bellezza (che cambia di cultura in cultura e periodo storico) si sente brutta, indesiderabile, rifiutata e inadeguata.

Se un uomo prova sentimenti o mostra emozioni allora viene etichettato come gay, anche se non lo è. 

Giudice di te stesso

Qualunque cosa fai e sei, ci sarà sempre qualcosa per cui gli altri ti giudicheranno.

E non sarai mai all’altezza delle aspettative del mondo esterno. È impossibile.

Questo non perché tu sia sbagliato, ma perché invece di vivere in funzione di ciò che sei, sviluppando il tuo Essere al massimo, cerchi di vivere in un costume che non fa per te e non ti calza, e inevitabilmente ti sforzi e stai male.

E come se non bastasse, diventi tu stesso il giudice portatore di quei pregiudizi che ti stanno stretti. Inizi a confrontarti con gli altri, ad invidiare chi ha ciò che tu non hai, a voler essere differente da come sei, ti senti in colpa e sbagliato perché non riesci ad essere come pensi che dovresti essere (ossia come la società ti dice che dovresti essere).

Per società intendo la comunità globale, quella della tua città, quella degli amici e dei colleghi, quella della tua famiglia, ed infine quella che hai ormai interiorizzato dentro di te.

Confrontarti con qualcun altro sarebbe come se un albero e un fiore si confrontassero e vivessero tutta la loro vita disperandosi perché non sono come l’altro. Ma che senso avrebbe? Sono due esseri differenti, e perché dovrebbero cercare di essere uguali?

Intanto però è così che la maggior parte degli esseri umani vive: cercando di essere qualcosa che non è e non dando valore e sviluppando ciò che realmente è.

La bellezza della nostra unicità

Pensa come sarebbe il mondo se fossimo tutti uguali: sarebbe un mondo di automi, spento e noioso.

È la diversità che ci rende interessanti, e non il contrario. Ognuno di noi è un pezzo del puzzle del mondo, unico e inimitabile: solo dando il nostro contributo, il nostro essere, il puzzle sarà completo.

Essere diversi è una virtù non una colpa. Se vivessimo con questa consapevolezza, sviluppando al massimo le nostre potenzialità, non vergognandoci di ciò che siamo, non cercando di entrare nello spazio di un cerchio se siamo quadrati, non sprecheremmo la nostra vita nell’essere qualcosa che non siamo e non ci sentiremmo così inadeguati, così infelici, così insoddisfatti.

Non avremmo nevrosi causate dal sentirci sbagliati, ma vivremmo con più gioia ed entusiasmo, perchè non sprecheremmo le nostre risorse per essere ciò che non siamo o per vivere una vita che non ci piace.

E questo condizionamento al dover essere diversi da ciò che siamo ad un certo punto è così radicato dentro di noi, che finisce che un giorno ci accorgiamo che non sappiamo neanche più chi siamo, cosa eravamo e cosa vorremmo essere. Non sappiamo più cosa ci piace davvero e cosa saremmo potuti diventare se non ci fossimo rovinati la vita indossando una maschera inconsapevole che non ci appartiene.

E allora sappi che non è mai troppo tardi per riscoprire te stesso.

Se ti sei perso di vista da molto tempo potrebbe essere più difficile, ma ne vale sempre la pena.

Ti va di iniziare questo percorso di riscoperta di te stesso? 

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