Come abbiamo visto nell’articolo “Affrontare le proprie paure” tutti hanno paura di qualcosa. Ma non tutti affrontano le proprie paure.

Esse si nutrono della nostra energia e ci riducono all’osso. Ma noi non siamo inermi: dobbiamo reagire, sviluppando la nostra consapevolezza.

Man mano che ci osserviamo e sviluppiamo la nostra capacità di essere Testimoni, quindi esercitiamo la nostra Consapevolezza, probabilmente scopriremo anche cosa ci sta creando queste angosce.

Per esempio, scopriremo che ogni volta che facciamo una tale cosa, ci viene l’ansia. Magari quando incontriamo qualcuno o diciamo qualcosa, o vediamo qualcosa. Insomma noteremo delle sincronicità tra la nostra ansia e qualcosa che avviene nella nostra vita.

Ebbene dobbiamo cogliere quel filo della matassa e iniziare a seguirlo.

Chiederci: perchè questa cosa mi mette ansia?

Applichiamo ad essa sempre lo stesso esercizio (il testimone), ponendo maggiore attenzione a ciò che ci mette ansia, osservandola. Potrebbe non essere quella cosa la causa della nostra paura ma essere collegata a qualcos’altro. Con lo stesso metodo, dovremo risalire da un indizio all’altro e sbrogliare un’intera matassa prima di risalire all’origine che ci causa dolore, ansia, paura, angoscia.

Funziona così:

ciò che ci sta causando ansia/paura è qualcosa che non immaginiamo neanche abbia questo effetto su di noi, o non riusciamo ad ammetterlo, neanche a noi stessi.

I motivi possono essere milioni, e al 90% saranno illogici. Ma non importa. Qualunque sia il motivo, e qualunque sia la paura, al momento non ne siamo consapevoli. Se lo fossimo, questa paura non ci dominerebbe e ce ne libereremmo facilmente.

Ricapitolando:

abbiamo paura di qualcosa di cui non siamo consapevoliEssa si nasconde ai nostri occhi in tutti i modi possibili. Grazie all’energia di cui si nutre (la nostra) si associa a qualcos’altro, per camuffarsi.

A sua volta questo qualcosa può associarsi a qualcos’altro, e così via, in una catena che può essere lunghissima. Così, prima di giungere a ciò che veramente temiamo, dobbiamo affrontare un lungo percorso per risalire alla fonte, alla causa prima.

Ad esempio:
ho paura del mare. Questa paura si associa alla spiaggia, che diventa rifiuto di stare in spiaggia. A sua volta si associa al prendere il sole, perciò diventa rifiuto di prendere il sole = faccio di tutto per non stare sotto il sole, e se qualcosa mi costringe a farlo, mi viene una grande ansia.

Affrontare le proprie paure non è mai facile, ed è meglio avere un aiuto esterno, di un esperto (ossia lo psicologo).

Ma se riusciamo a sviluppare la nostra consapevolezza, a prescindere se abbiamo scoperto o meno quale sia la causa di una delle nostre paure, essa ci aiuterà e rafforzerà, rendendoci meno inermi, restituendoci parte della nostra energia persa e dandoci la forza per continuare a lottare verso la nostra liberazione.

Se siamo ridotti senza energia, se siamo troppo sopraffatti dal panico, molto probabilmente non avremo neanche la forza per chiedere aiuto e cercare una soluzione.

Perciò, ogni briciolo di energia che riusciamo a recuperare, sarà un’enorme forza in più per superare il problema e riprenderci.

Dobbiamo avere fiducia in noi stessi e avere anche il coraggio di chiedere aiuto.

Non dobbiamo vergognarci di aver bisogno di aiuto: tutti ne abbiamo bisogno in determinati momenti. E l’orgoglio o la vergogna, che ci impediscono di farci aiutare, sono solo altri complici delle nostre paure, che vogliono soggiogarci.

Non permettiamoglielo.

Contattami e ti aiuterò io: senza un aiuto professionale esterno molto spesso è difficile uscire fuori da questo tunnel di paura da cui non sembra esserci uscita.

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