Vivere nella paura non è vivere.

La paura fa abbassare le difese immunitarie. Ci porta quindi a stare peggio, anche fisicamente.

Può avere un effetto paralizzante sul nostro sistema emotivo o può spingerci alla fuga.

La paura è un’emozione che ha la funzione adattiva di proteggerci dai pericoli imminenti.

Ma l’uomo ha imparato ad avere paura sempre, anche di ciò che non si sta verificando, se non nella sua mente.

Ciò comporta che si possa provare paura sempre, costantemente, o comunque spesso. In questo modo il nostro organismo si prepara alla fuga o all’attacco o resta paralizzato, ma lo scopo è affrontare il pericolo percepito e sopravvivere.

Purtroppo, vivendo come reale anche tutto ciò che è nella nostra mente, e quindi anche ciò che non si sta verificando in questo momento, l’organismo vive uno stato di paura non adattivo, che invece logora l’organismo e lo rende, nel tempo, più vulnerabile. Perché? Perché ha giocato tutte le sue carte, ha utilizzato tutte le sue risorse, quando non ne aveva bisogno. Il corpo (e la mente) si ritrovano così ad essere stremati, e quando poi arriva davvero il momento di affrontare una difficoltà, non sono più in condizioni di affrontarla, non ne hanno più la forza, non hanno più le risorse sufficienti.

Vivere nella paura è quindi molto deleterio e pericoloso. Ci espone ai pericoli e ci impedisce di utilizzare al meglio le nostre risorse per superare le difficoltà.

Vivere nella paura non è vivere.

Non è vita dover stare sempre in trincea, sempre sul chi va là, sempre spaventati.

Non è vita chiudersi in casa ed evitare il mondo.

Non è vita stare lontani dagli altri sempre, vivere come se si fosse soli al mondo, e privandosi dell’Amore.

L’Amore è vita, è la linfa vitale. Ed è il rimedio naturale alla paura.

Ecco perché la paura è non-vita.

Se proprio dobbiamo morire un giorno, meglio farlo dopo aver vissuto davvero, fosse anche un solo giorno, ricco di Amore e di pace.

Vivere anche 1000 anni, senza amore, sommersi nella paura, è più che altro  condurre un esistenza da non-morti.

Bisogna prendere le giuste precauzioni e non mettere in atto azioni pericolose per sé e per gli altri (ricorda che il tuo diritto finisce dove inizia quello dell’altro), ma dobbiamo anche ricordarci che la vita, che sia una o che siano tante, è un dono e va vissuta pienamente.

Tutti abbiamo un contributo da dare, ma non lo daremo fuggendo dalla vita.

Perciò vivi! E smetti di nutrire solo la paura!

Ti invito a leggere gli articoli che ho scritto in passato su come affrontare la paura:

Affrontare le proprie paure

Non farsi sopraffare dalla paura

Ti suggerisco anche di praticare ogni giorno questo esercizio di rilassamento:

Se in questo momento ti senti sopraffatto/a dalla paura, dall’angoscia, dai dubbi, richiedi un appuntamento per una consulenza psicologica, ti aiuterà ad alleviare lo stress emotivo e la paura, e nel tempo a riprendere padronanza della tua vita.

Scrivimi o chiama per richiedere un appuntamento: 091.8778385

2 risposte

  1. Salve Dottoressa, ho 50 Anni Sto Vivendo con Pensiri intrusivi di morte e Paura di Diventare Vecchio, Questa cosa sarà sicuramente depressione, la stessa cosa lo Vissuta Tanti anni fa la Questi pensieri di morte, fino ai 45 anni sono stato Bene vivevo la vita seneramente poi Mi è Venuto un attacco di Panico e sono cominciati Questi pensieri poi predendo un pò di farmaci sono stato Bene, ma ci ho messo 6 anni poi sono stato bene x 3 anni e Sono Ricaduto Dinuvo con questi pensieri e non riesco essere sereno o felice come prima, Anche Quando Vado Lavoro sono senza energie e faccio molto fatica Mentre Pra Lavoravo seneramente, come dice la mia dottoressa è una Ricaduta di Depressione Ma io Amò la vita e vorrei tornare come prima, forse non ci tornerò mi tocherà soffrire così, a Volte ho Pensato Anche al Suicidio, Distinti Saluti.

    1. Salve Davide,
      la dottoressa che ti sta seguendo è una psicologa o psicoterapeuta?
      Ritengo che sia fondamentale per te seguire regolarmente un percorso psicologico per affrontare questi pensieri intrusivi e le altre problematiche che racconti. Non lasciarti andare, e invece di affidarti solo ai medicinali, segui un percorso fatto bene. Quello ti sarà di aiuto sicuramente.

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